ANNO 16 n° 303
Bosnia, lo schianto in Elicottero: due i militari dell’Aves di Viterbo rimasti uccisi, Simone Ruggia e Claudio Marchesi
Il CH-47 Chinook era partito dall’aeroporto Tommaso Fabbri il giorno precedente. Poi, durante il decollo da Brčko, la perdita di controllo e una spirale di circa dieci secondi prima dell'impatto
30/10/2026 - 09:44

VITERBO – Dieci secondi di terrore, con l'elicottero che perde quota, si avvita su se stesso e precipita senza riuscire a recuperare il controllo. È la drammatica sequenza che precede lo schianto del CH-47 Chinook dell'Aviazione dell'Esercito, avvenuto nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre nella località di Gorice, nel distretto di Brčko, nel nord-est della Bosnia-Erzegovina. Una tragedia che ha colpito profondamente anche Viterbo, dove aveva sede il reparto militare di appartenenza di due delle vittime.

A bordo del velivolo c'erano infatti i sergenti Simone Ruggia, 30 anni, e Claudio Marchesi, 35 anni, entrambi in servizio presso il primo reggimento Antares dell'Aviazione dell'Esercito di Viterbo. I due militari avevano lasciato la città soltanto il giorno precedente, insieme agli altri componenti del contingente, per raggiungere il teatro operativo della missione europea EUFOR Althea.

La perdita di controllo e gli ultimi istanti di volo

Secondo le prime ricostruzioni, l'incidente si sarebbe verificato durante le operazioni di decollo dall'aeroporto di Brčko, quando il pesante elicottero si trovava ancora a bassa quota. Per ragioni che dovranno essere chiarite dagli investigatori, il CH-47 avrebbe improvvisamente perso stabilità, iniziando una serie di rotazioni su se stesso. È possibile che uno dei due rotori si sia bloccato, ma resta ancora tutto da accertare.

Il velivolo avrebbe compiuto almeno tre avvitamenti, accompagnati da alcune virate incontrollate, entrando in una rapida spirale discendente. Una sequenza durata all'incirca dieci secondi, al termine della quale l'elicottero si è schiantato violentemente al suolo, spezzandosi in più parti.

Tra le ipotesi prese in considerazione dagli investigatori ci sarebbe anche quella di un tentativo di atterraggio di emergenza. Il mezzo è stato infatti ritrovato con il carrello esteso. Dal serbatoio si sarebbe inoltre riversata una consistente quantità di carburante sul terreno.

Al momento dell'incidente, secondo le prime informazioni disponibili, non sarebbero state segnalate condizioni meteorologiche particolarmente avverse: niente pioggia, vento significativo o scarsa visibilità. Non risultano neppure collisioni con cavi elettrici o altri ostacoli. Non si sarebbero sviluppati incendi o esplosioni dopo l'impatto.

Da Viterbo alla Bosnia: il trasferimento del CH-47

Il viaggio dell'elicottero era iniziato mercoledì 28 ottobre dalla base militare Tommaso Fabbri di Viterbo. Il CH-47 Chinook apparteneva al primo reggimento Antares, uno dei reparti dell'Aviazione dell'Esercito che ha proprio nel capoluogo della Tuscia il suo punto di riferimento.

Dopo la partenza, il velivolo aveva effettuato uno scalo programmato all'aeroporto militare di Pratica di Mare, prima di proseguire verso la Bosnia-Erzegovina.

Il giorno successivo, il 29 ottobre, era impegnato in un'attività di addestramento nell'ambito della missione internazionale EUFOR Althea. Nel pomeriggio, tra le 16 e le 17, il tragico incidente nei pressi di Brčko.

Simone Ruggia e Claudio Marchesi, il dolore di Viterbo

La morte di Simone Ruggia e Claudio Marchesi ha provocato profondo cordoglio all'interno dell'Aviazione dell'Esercito e nella comunità viterbese.

Ruggia aveva 30 anni, era originario di Salerno, ma viveva a Viterbo da circa otto anni. Amava il mare, la corsa e il ciclismo. Chi lo conosceva lo descrive come una persona solare e disponibile. Lascia i genitori, una sorella e la compagna.

Claudio Marchesi aveva 35 anni ed era originario di Orvieto. Risiedeva a Viterbo da circa tre anni ed era molto legato allo sport, in particolare alla palestra, allo sci e al calcio, praticato fin da ragazzo. La sua famiglia vive nella zona di Allerona.

Particolarmente toccante il ricordo di un ex collega, che con lui aveva condiviso anche il percorso professionale per ottenere il brevetto da manutentore di aeromobili militari. Marchesi lascia i genitori, un fratello e una sorella.

Quattro italiani morti e undici feriti

Il bilancio della tragedia è di quattro vittime italiane e undici feriti. Oltre ai due sergenti dell'Aviazione dell'Esercito di Viterbo, hanno perso la vita il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci, appartenenti al Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana.

A bordo del CH-47 viaggiavano complessivamente quindici persone, tutte italiane. Gli altri undici occupanti sono rimasti feriti e sono stati soccorsi dopo lo schianto. Tra i sopravvissuti risulterebbe anche un altro militare dislocato a Viterbo.

La notizia ha raggiunto rapidamente la sede dell'Aviazione dell'Esercito, dove la tragedia ha lasciato sgomenti colleghi e personale del reparto. Ruggia e Marchesi avevano condiviso con i propri compagni di servizio il lavoro quotidiano, la preparazione professionale e la partenza per la missione internazionale.

Le indagini per chiarire le cause dello schianto

Adesso l'attenzione è concentrata sulle indagini tecniche, che dovranno individuare le ragioni della perdita di controllo dell'elicottero. Gli investigatori dovranno esaminare i resti del CH-47, ricostruire la traiettoria degli ultimi istanti di volo e verificare l'eventuale presenza di anomalie meccaniche, problemi ai sistemi di controllo o altri fattori che possano aver determinato l'incidente.

Particolare attenzione sarà riservata alle condizioni del velivolo prima del decollo e alle operazioni effettuate nei momenti immediatamente precedenti alla caduta.

Il CH-47 Chinook è uno degli elicotteri da trasporto pesante in dotazione all'Esercito italiano. Caratterizzato dai due grandi rotori, uno anteriore e uno posteriore, è progettato per il trasporto di personale, materiali e carichi importanti.

Per il momento, nessuna ipotesi sulle cause può essere considerata definitiva. Resta la drammatica ricostruzione di un incidente avvenuto in pochi secondi, costato la vita a quattro militari italiani e che ha portato il dolore fino a Viterbo, dove due delle vittime prestavano servizio.

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